‘Grande Fratello’, nuovi guai giudiziari per un ex concorrente del reality!

Kiran Maccali

Non sembra trovare pace Kiran Maccali, che abbiamo conosciuto diversi anni fa quando varcò la famosa porta rossa del Grande Fratello 12.

Era approdato nel reality show di Canale 5 con “l’obiettivo di vivere un’esperienza fuori dal comune e affrontare una vera e propria sfida psicologica”. Al suo ingresso, venne presentato dalla conduttrice di quella edizione, Alessia Marcuzzi, come un principe in cerca di moglie, ma gli bastarono pochi minuti per calare la maschera e farsi conoscere realmente dagli altri inquilini con i suoi pregi e con i suoi difetti. La sua avventura nel mondo dello spettacolo non durò moltissimo e da lì a poco non si sono avute più sue notizie.

Era luglio scorso quando in QUESTO articolo vi abbiamo raccontato dei primi problemi con la giustizia di Kiran, che venne denunciato dai suoi familiari per i maltrattamenti ricevuti. Il ragazzo di origini indiane, ma che fin da piccolissimo è stato adottato da una coppia di coniugi bergamaschi, ha opposto resistenza ai carabinieri e li ha aggrediti fisicamente.

Da questo episodio spiacevole ne ha tratto una condanna in primo grado a otto mesi per oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni personali nei confronti dei genitori adottivi e, in attesa della sentenza definitiva, per Maccali è stato disposto l’obbligo di dimora nella sua abitazione a Romano di Lombardia.

Tuttavia, se si pensava che l’ex gieffino avesse trovato la sua stabilità e fosse ormai pronto a lasciarsi tutto alle spalle, ha dovuto ricredersi. Qualche giorno fa, il 31enne ha violato la misura cautelare a cui era sottoposto, ha raggiunto la sua ex fidanzata, che è residente in un paesino in provincia di Brescia, e l’ha ripetutamente molestata e minacciata.

Le forze dell’ordine, giunte in soccorso alla ragazza, hanno dunque arrestato Kiran per la seconda volta e lo hanno scortato nel carcere di Bergamo, in cui è stato stabilito dalla Corte d’Appello di Brescia che il ragazzo deve scontare la pena, a causa della sua mancanza di incapacità autocustodiale.

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