Gomorra 3, Cristina Donadio: “Scianèl si vendicherà”

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Cristina Donadio, Scianèl in Gomorra 2 , ha conquistato il pubblico e ha raccontato ai microfoni di RunRadio.it, la radio dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il suo rapporto col personaggio che l’ha portata alla ribalta internazionale. Indubbiamente trent’anni sui palcoscenici, vestendo i ruoli di donne complesse e coraggiose, son serviti per dare spessore e credibilità alla spietata ‘iena’ di Scampia.

«Il bello del nostro mestiere è proprio quello di entrare nella vita degli altri, anche quelle più allucinanti e orrende. Per affrontare Scianèl ho pensato a lei come una Medea, una Clitennestra, come un archetipo del male, come ‘un’eroina’ della tragedia greca: era l’unico modo per entrare nel personaggio con la giusta distanza di sicurezza e per non farla diventare un cliché. Mi sembra di aver avuto un buon risultato».

Talmente perfetta la rappresentazione fornita da aver suscitato reazioni fin troppo esagerate in certo pubblico. Le minacce di morte a Fabio de Caro, interprete di quel Malammore macchatosi del delitto della figlia di Ciro, sono state l’epifania del mai risolto rapporto tra finzione e realtà che, a quanto pare, ancora sfugge ad alcuni, nonostante i 62 anni di tv, gli oltre 100 di cinema e quel paio di millenni e più di teatro.

«La sovrapposizione col personaggio è stata tale da aver generato il paradosso dell’identificazione. Son andati a citofonargli a casa dicendogli cose irripetibili e solo per aver interpretato una scena da attore. Succede la stessa cosa quando per strada ti chiamano Scianèl e ti chiedono una foto: io puntualizzo sempre ‘Facciamo una foto con Cristina’. Non mi sta bene se vogliono farsi una foto con Scianèl perché lo ritengono un simbolo: Scianèl è l’immagine dell’orrore e della ferocia e non può essere simbolo di nulla»

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